Disegnare la Storia

Il fucile e la rosa è un racconto sulla Resistenza marchigiana, assimilabile, come genere letterario, al “romanzo storico”, con la specificità che è a fumetti. Dunque ci si riferisce ad una storia reale e ad episodi effettivamente accaduti, rivisitati tuttavia immaginando situazioni non completamente documentabili ma verosimili, con una certa libertà creativa. Il romanzo storico, come insegna il Manzoni, non è un trattato di storia, ma non di meno aspira alla verità, e dunque questo è un racconto vero della Resistenza.

Ci sono personaggi storici coi loro nomi e luoghi precisi, teatro di fatti realmente accaduti; e tuttavia il lettore è chiamato ad accostarsi non come a un libro di storia illustrato, ma come ad una opera letteraria di contenuto storico.

Il racconto è giocato sul rapporto tra situazioni distanti nel tempo, collegate dal ricordo. In un passato prossimo è collocata la vicenda reale della scoperta delle armi in un sottoscala di Ancona, e immaginari sono, oltre al nome del partigiano, i pensieri sul passato, che sono un pretesto narrativo funzionale a dare unità al racconto.

Del periodo della Resistenza vengono ripresi personaggi, episodi e discussioni che restituiscono l’atmosfera dell’epoca. In particolare riguardano: la situazione di Ancona dopo l’8 settembre fino all’occupazione tedesca; la riunione del vertice della Resistenza marchigiana tenutasi a Castelferretti il 14 gennaio e l’arresto del comandante “Annibale” (Gino Tommasi); la scelta attendista assunta nella riunione di Invernale di Cessapalombo, culminata nel disarmo del comandante “Acciaio” (Emanuele Lena) e seguita dal terribile eccidio nazifascista del 22 marzo a Montalto, dove morirono tantissimi giovani renitenti catturati senza armi col loro comandante Barilatti. E si parla anche dello scontro di Monastero lo stesso giorno, dove i partigiani si batterono ed ebbero la meglio.

Si tratta di episodi emblematici, che non esauriscono ovviamente la ricca e complessa storia della Resistenza marchigiana. In conclusione questo racconto a fumetti di Sergio Staino e Gianni Carino consente di avvicinarsi in modo nuovo al tema importante della Resistenza, spingendo quindi a volerne sapere di più, interessandosi della bibliografia, interpellando protagonisti, visitando i luoghi evocati, a partire dal museo della Resistenza di Falconara Marittima.

Si tratta dunque di un’introduzione speciale a questo percorso di conoscenza e approfondimento, raccomandabile e necessario, per il cui avvio suggeriamo il lavoro di cui ci siamo avvalsi:

Ruggero Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Centro culturale La Città futura/ affinità elettive, Ancona 2005.

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